lunedì 27 febbraio 2017

Intervista a Stefano Mancini

INTERVISTA A STEFANO MANCINI

E niente, ci sono quelle giornate in cui il blog festeggia un evento speciale, come oggi, quando ho il piacere di ospitare Stefano Mancini, acclamato autore fantasy italiano. I lettori del blog conosceranno di certo le sue opere, più volte segnalate e recensite, ma un ripasso non fa mai male. Stefano Mancini è l'autore delle Cronache di Mhur: l'Età delle Guerre, trilogia epic fantasy edita da Linee Infinite e composta da "Le paludi d'Athakah" (articolo qua), "Il figlio del drago" (articolo qua) e "Il crepuscolo degli Dei" (articolo qua). Di recente è uscito il primo volume della nuova trilogia, dal titolo "L'erede del mago". Dalla stessa penna è nato anche il bellissimo romanzo "Pestilentia", edito da Astro Edizioni (articolo qua). Bene, se avete fame di fantasy epico e sanguigno, preparatevi per una bella scorpacciata con i suoi romanzi! ;)

INTERVISTA A STEFANO MANCINI

Ciao Stefano, benvenuto sul blog “I mondi fantastici”.

Ciao Alessio e grazie per l’ospitalità!

Parlaci un po’ di te. Quali sono i tuoi interessi, le tue passioni?

Intendi oltre a scrivere? Scherzi a parte, ovviamente la scrittura rappresenta uno dei miei interessi (se non “il”) principali. Ma per il resto sono una persona con passioni comuni, come leggere, fare sport, guardare film e viaggiare.

Com’è stato, e com’è tutt’oggi, il tuo approccio alla scrittura? Perché scrivi? Quali generi, o quali tipi di storie, senti più affini?

Beh, il mio approccio è stato sempre molto naturale. Ho cominciato anni fa – davvero tanti – e da allora non mi sono più fermato. Credo che il mio primo “libro” fosse stato scritto quando avevo sette o otto anni. È venuto naturale, è stata un’esigenza che, a tanti anni di distanza, non saprei nemmeno più spiegare. Credo sia stato uno stimolo interiore di quelli ai quali non puoi dire di no. Se poi mi chiedi perché scrivo, beh, la risposta credo sia molto simile: perché non posso dire di no, non posso farne a meno. Nonostante le delusioni, la fatica e l’impegno che scrivere richiede, non potrei mai rinunciarci, è qualcosa che, ancora una volta, emerge da dentro e non si può fermare.
Le storie cui mi sento più affine sono quelle in cui uno stile veloce, intrigante e accattivante si sposa alla perfezione con una trama solida. Sono un divoratore di quei libri che non riesci a mettere giù, che vuoi leggere una pagina dopo l’altra per sapere come andranno a finire. Se il libro rientra in queste caratteristiche, beh, non importa che sia un fantasy, un giallo o un rosa, è il libro che fa per me.

Quali sono, invece, le tue letture preferite? Che generi preferisci leggere? Se tu dovessi scegliere il romanzo della tua vita, qual è?

Come detto poco sopra, non ho un genere preferito, sebbene difficilmente resisto quando mi trovo davanti un bel fantasy con tutti i canoni o un bel thriller, di quelli pieni di colpi di scena. Per quel che riguarda l’altra domanda, non mettermi in difficoltà, davvero non saprei scegliere il libro della mia vita. Però ce n’è uno che mi è rimasto da sempre nel cuore, forse perché l’ho letto che ero davvero piccolo e da allora, ogni tanto, lo rileggo: “La notte dei desideri”, di Michael Ende.

Passiamo ai tuoi romanzi fantasy. Come è nata la terra di Mhur? E, soprattutto, come sei arrivato a scrivere l’intera trilogia? Quanto è stato impegnativo?

Mhur è nato un giorno (oddio, forse la gestazione è stata un po’ più lunga, a dire il vero) di tanti anni fa. Era il 2005, ero in Francia per uno stage all’Ansa, nella sede di Parigi, e quasi di punto in bianco (era un po’ che non scrivevo), ho pensato: è ora di riprendere la penna in mano. Così ho cominciato a raccogliere materiale, a pensare ai personaggi, a quale storia potevo raccontare (volevo che fosse originale, non uno scopiazzamento di qualcosa di già visto) e da lì è nato tutto.

La saga di Mhur, al momento, si compone di una trilogia già edita (“Le paludi d’Athakah”, “Il figlio del drago”, Il crepuscolo degli dei”), del primo volume edito di una nuova trilogia (“L’erede del mago”) e di uno spin-off già scritto, ma che se tutto va bene non andrà in pubblicazione prima di qualche anno.
A differenza di quello che si potrebbe pensare, scrivere tutti questi libri ambientati sullo stesso mondo non è stato affatto difficile, né impegnativo. Non voglio sembrare che mi vanti, tutt’altro, ma sono venuti anche loro in maniera abbastanza naturale. C’erano queste storie e volevo raccontarle. E quando hai questa fortuna, non è affatto difficile, devi solo mettere su carta (o su pc), quello che ti passa per la testa.

C’è un personaggio, tra tutti i tuoi libri, a cui ti senti legato? Perché?

Sapevo che sarebbe arrivata questa domanda… È un po’ come chiedere a un padre di scegliere uno dei suoi figli, quindi mi metti in difficoltà. Non voglio fare torti, in un modo o in un altro li ho amati (e li amo) tutti allo stesso modo. Però, se dovessi sceglierne uno, direi Athrwys, uno dei protagonisti della nuova saga.

Parliamo invece di “Pestilentia”, romanzo autoconclusivo, slegato dal ciclo della terra di Mhur. Com’è nato? Cosa volevi raccontare stavolta?

Pestilentia” direi che è l’antitesi del “ciclo di Mhur”. È un romanzo cupo, dark, gelido e crudele. Non c’è spazio per la speranza e nemmeno per la gioia. È nato anche lui in maniera molto naturale. Dopo aver scritto tanti volumi ambientati su una terra di fantasia, popolata da creature fantastiche, con eventi e azioni “epiche”, volevo raccontare qualcosa di più basso, di più “vile”. "Pestilentia" è nato così, dalla mia voglia di raccontare un fantasy diverso; volevo spezzare con tutto il resto, raccontare una storia che non si fosse mai vista, in un mondo inventato ma con solide basi realistiche. Non ci sono creature fantastiche, ma solo uomini e donne comuni, seppur gettati dalla mia penna in un mondo cupo e devastato da un orribile morbo. Per scriverlo mi sono ampiamente documentato sulla Peste Nera del 1300 e non è stato molto piacevole…

L’ultimo uscito, in ordine cronologico, è “L’erede del mago”. È un romanzo autonomo? Come si collega alla trilogia dell’Età delle Guerre?

È, come accennavo, il primo volume di una nuova saga. Il mondo è sempre quello di Mhur, ma la vicenda si colloca parecchi secoli dopo la trilogia precedente. Se quella mi serviva a introdurre un mondo, a raccontare un’Età dell’Oro, questo mi ha invece permesso di raccontare il dopo. Che cosa succede quando la “favola” finisce. È quindi un po’ più crudo e realistico, meno epico, ma altrettanto – spero – avvincente.

Due parole sulla promozione. Come può fare un autore emergente a farsi notare, soprattutto se scrive fantasy?

Bella domanda… In due parole posso dire che oggi ci sono tanti strumenti e se si impara a utilizzarli, i risultati possono essere molto soddisfacenti. Quando ho cominciato a scrivere io, a metà degli anni Novanta, non esisteva internet e non c’erano i social network. Farsi conoscere era molto più difficile. Oggi ritengo che computer, web e canali informatici siano utilissimi, se non indispensabili per farsi conoscere.

Infine, i tuoi progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa?

Beh, come detto tra qualche mese uscirà il secondo volume della nuova trilogia, di cui però non posso rivelare ancora il titolo (sennò il mio editore mi uccide). Ad aprile, però, ci sarà una nuova sorpresa per i miei fan: un nuovo fantasy autoconclusivo che sarà pubblicato con la Dark Zone, una casa editrice nata da poco, ma molto agguerrita e interessante, una nuova sfida nella quale mi getto molto volentieri.

Grazie per essere stato ospite del blog “I mondi fantastici”.

Grazie a te, Alessio, per lo spazio, è stato un piacere chiacchierare con te.


venerdì 24 febbraio 2017

Segnalazione "Cosmic Dancer" di Arianna Calandra

Segnalazione "COSMIC DANCER" di Arianna Calandra

Oggi il blog "I mondi fantastici" ospita un'altra giovane scrittrice italiana di fantastico, Arianna Calandra, che ci propone un romanzo urban fantasy ambientato anche in Italia. Scopriamo di più su "Cosmic dancer".


Titolo:  Cosmic Dancer
Autore: Arianna Calandra
Editore: Youcanprint
Genere: Urban fantasy
Pagine: 420
Prezzo: 16,15€
ISBN: 9788892625242

Il romanzo è acquistabile su Youcanprint e sui principali store di libri (IBS, Mondadori Store ecc).

TramaÈ possibile impedire la distruzione della Luce sulla terra?
In un mondo in cui un massacro non fa più notizia e distruggere gli ultimi paradisi è parte del progresso, le persone nascono con sempre meno Luce e una volta morte, si tramutano in Ombre. Esseri senza coscienza che vagano in eterno, senza possibilità di passare oltre. Gli spiriti, che osservano il destino del mondo, decidono d’intervenire contattando le ultime Luci intatte sulla terra.
Saranno questi quattro giovani a dover invertire gli equilibri, percorrendo un cammino fatto di Ombre, amori spezzati e regole cosmiche infrante. Un compito impossibile per dei semplici umani, ma capiranno presto di essere molto di più.
Luna abita a Roma, è una ragazza solitaria e un po’ strana, le piace andare in giro per i vicoli della città eterna in cerca di prove del destino. In una di queste passeggiate, s’imbatte in uno strano ragazzo e nelle circostanze più strane, lui le confesserà di essere il suo spirito guida. Dalle parole di lui, Luna comprende che il suo male di vivere non è che un sintomo della sua natura di Luce intatta.
Daniel vive in una riserva indiana dell’Oklahoma, ha una famiglia numerosa e amici che considera fratelli. Questo equilibrio verrà sconvolto dall’arrivo di un vecchio e leggendario capo, Grande Quercia, che lo guiderà verso la sua Visione, un’antica cerimonia indiana. Nella Visione incontrerà uno spirito sacro al suo popolo, che gli mostrerà la verità sulle Luci e le Ombre.
Daniel sarà poi costretto a fuggire per le minacce di misteriosi uomini in nero, interessati alle sue Visioni. Una volta tornato, scoprirà di essersi lasciato dietro un pezzo della sua anima. 

Adam vive a Gerusalemme, passa le giornate sui libri per fuggire dalla sua ingombrante e ricca famiglia e dai suoi ricordi di bambino, in cui Luci e Ombre popolavano la casa di funerali in cui abita. Dopo aver seppellito per anni questi ricordi, tutto riaffiora con l’arrivo dello spirito guida, suo nonno. Grazie all’aiuto di suo fratello Zach, farà strani e fortunati incontri, tra cui una vecchia eremita che lo guiderà nel suo cammino e una ragazza, che farà breccia nel suo cuore, con il solo problema che non è più in vita.
Keo vive in Laos sulle rive del Mekong, dove passa le sue giornate da quando era piccola, tanto da essere una rematrice esperta. Questo talento la condurrà a lavorare per due inglesi che organizzano gite turistiche in Laos. È libera, selvaggia e priva di etichette, vive alla giornata ed è sempre in ritardo. Uno dei due inglesi, Bill, è il suo opposto e i bisticci sono all’ordine del giorno. Una sera i due fanno un incontro che cambierà le loro vite. Una creatura leggendaria diventerà il suo spirito guida, dopo averli salvati dalla furia del fiume. Da lì le pigre giornate di Keo, diventano un susseguirsi di avventure alla ricerca del suo destino, attraverso un viaggio sul Mekong, fino ad arrivare in Giappone, dove un altro come lei, custodisce una Luce intatta.

Keo si adagiò a terra, il busto posato contro un tronco, poi chiuse gli occhi. La foresta adesso era meravigliosa e il modo in cui i suoi occhi l’avevano vista fino ad oggi, non era che un pallido archetipo. Ogni stelo e ogni albero, erano vivi e pulsavano di energia, aloni di luce brillavano attorno alle forme di vita immobili e non. Il flusso continuo e instancabile si propagava da uno all’altro, da una foglia a un insetto, dalla terra ai ristagni d’acqua, ogni cosa era lucente e in movimento.  Keo si sentì fluttuare, sospesa in mezzo a quel vortice quieto, abbandonò il suo guscio umano accanto al tronco e s’inoltrò nella vegetazione. Non seppe dire se stesse camminando o volando, tutto scorreva veloce e non aveva bisogno di cercare, perché sapeva dove ogni cosa era collocata nelle immediate vicinanze.
Le foglie baluginanti le sfrecciarono accanto, assumendo l’aspetto di strie luminose e quando la roccia le si parò davanti, non fu necessario deviare, perché anch’essa era viva e piena di energia, che lenta e antica, le permise di passarci attraverso. Si fermò una volta giunta in prossimità di una casa legnosa e fatiscente; le assi erano marce, le pareti imbrattate di una sostanza nera e densa e il tetto era crollato per metà. Attorno alla casa, la luce della vegetazione era come spenta e le piante, seppur vive, apparivano avvizzite e grigie come polvere. Lo trovò lì, il monaco, seduto a terra accanto ad un braciere spento, a rimestare la cenere morta. Ovunque erano sparsi resti di cibo avariato e animali decomposti. Le vesti dell’uomo, una volta lucenti di giallo zafferano, erano fruste e imbrattate di nero, nulla in confronto al suo viso logoro e ai suoi occhi, vuoti e rassegnati.  Il monaco non poteva vederla, ma alzò comunque lo sguardo, certo nel suo delirio, che qualcosa stava cambiando. Poi Keo la vide, delinearsi tra i contorni bui della casa, prendere forma tra la polvere e il sudiciume, grande quanto tutta la casa e forse di più, curva sotto il tetto che mezzo crollato, permetteva all’Ombra del Gigante di ergersi nella sua colossale mole di oscurità.  Keo lo osservò senza sentimento alcuno. Quella cosa esisteva, come esistevano lei e il monaco, ma qualcosa si era infranto in quell’equilibrio, perché se Keo non poteva aiutare il monaco sotto forma di pura Luce, l’Ombra poteva però avvelenargli il cervello. Keo non afferrò il perché, ma non se ne preoccupò, certa che una volta tornata nel suo guscio umano, molte domande le avrebbero affollato la mente.L’ombra del Gigante era vuota come un abisso e densa come una palude. La sua mastodontica figura se ne stava ogni giorno china sul monaco, infettandogli la mente, deviando le sue azioni e lacerando la sua anima. L’Ombra si accorse subito di lei e nei suoi occhi morti, percepì la Luce di Keo. Lo vide alzarsi, il corpo una volta fatto di roccia e alberi, ora era a brandelli, stracci di nero viscoso che pendevano dagli arti avvelenando le vite più deboli attorno a lui. Nonostante Keo si trovasse fuori dai dubbi della mente umana, rimase comunque ottenebrata dall’oscurità di quell’essere, che forse non si poteva più chiamare Ombra, perché era mutato in qualcosa di più oscuro e terribile. L’Ombra si protese verso di lei, attirato dalla Luce come una falena dalla luna, ma Keo non poteva aiutarlo. Per millenni quell’essere aveva vagato solo sulla terra, dimenticando chi fosse e cosa cercare, ma qualcosa doveva essere cambiato e la sua oscurità si era fatta tanto profonda, da risvegliare una coscienza meccanica e spaventosa, qualcosa fatto di puro odio, una creatura mossa da tutto ciò che mina la Luce degli uomini.
Biografia dell’autrice: scopriamo di più su Arianna Calandra.
Sono nata a Roma, classe 1989. Ho iniziato a scrivere i primi racconti all'età di dodici anni, ispirata dai grandi autori fantasy come Tolkien e da saghe come Harry Potter. Le prime creazioni erano quindi di stampo puramente fantasy, nei quali i giochi di ruolo dell'infanzia (D&D, Warhammer, ecc), hanno avuto una grande parte in questo primo approccio alla scrittura.
Con l'adolescenza e infine l'età adulta, gli interessi si sono spostati verso l'ambito spirituale e metafisico delle nostre esistenze. Religioni, storia, credenze e tradizioni, hanno condizionato i miei studi archeologici e antropologici, culminati con una Laurea in Archeologia all'Università La Sapienza di Roma. “Cosmic Dancer” è figlio di questo lungo processo di crescita. Attualmente sono al mio ultimo anno di accademia per diventare restauratrice e in parallelo lavoro al seguito di “Cosmic Dancer”.

Se siete incuriositi da "Cosmic Dancer", potete visitare la pagina Facebook del libro! Buon viaggio!

Segnalazione "Perdonami se rido" di Chiara Cerri

Segnalazione "PERDONAMI SE RIDO" di Chiara Cerri


Oggi c'è una segnalazione speciale sul blog "I mondi fantastici". Di solito mi occupo di romanzi fantastici, ma questo non potevo non segnalarlo, sia perché si tratta di un'uscita di Nativi Digitali Edizioni, sia perché è ambientato a Viareggio! A parte i miei romanzi e quelli degli amici scrittori dell'associazione Nati per scrivere, per ora non mi ero mai imbattuto in libri ambientati nella mia zona, per cui sono curiosissimo di scoprirne di più. E voi?


Titolo: Perdonami se rido
Autrice: Chiara Cerri
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Sito web editore:
Data di uscita: ebook 09/02/17, cartaceo 16/02/17
Genere: Romanzo Contemporaneo
Collana: “Storie”
Prezzo: Ebook 3.99€, cartaceo 10€
Formato: ebook (epub, mobi, pdf) e cartaceo su Amazon
Lunghezza: 170 pagine (circa)
Disponibile su tutti gli store di libri
Su Amazon potete leggere un estratto


Trama: Cosa succede a Viareggio a settembre, quando l'estate è ormai finita e il Carnevale è ancora lontano, quando gli ombrelloni lasciano spazio all'odore del salmastro e alla malinconia? Ce lo raccontano Elena, barista part-time e aspirante ballerina, sua madre Eleonora, in bilico tra i rimpianti del passato e le utopie di un futuro idealizzato, Ivano, belloccio vincitore di un concorso televisivo che rinnega le sue origini, Rino, manovale vedovo in tempo di crisi, e suo figlio Jacopo, alla faticosa ricerca di uno spazio per sé tra la pineta e il mare.
Personaggi diversi, storie diverse ma che finiscono inevitabilmente a incrociarsi tra loro, come può succedere solo in provincia.

Ambientato in una Versilia "che è come Orange County, ma senza l'Orange", il romanzo di Chiara Cerri è semplice ma anche ambizioso, riflessivo ma anche svagato, malinconico ma anche genuinamente divertente; la chiave di lettura di "Perdonami se rido" è nello stesso titolo: quell'arte tutta italiana di stemperare i momenti più difficili con una risata.
“Quando finisce l’estate è tutta una scommessa in Versilia. Perché l’estate è il tempo delle promesse e quando finisce ti resta in mano solo una manciata di sabbia, fine come la polvere."
Chi è l'autrice? Conosciamo Chiara Cerri.

Chiara Cerri nasce a Viareggio davanti alla pineta, tra uno zoccolo e un coriandolo ci vive. Se tornasse indietro spenderebbe meno soldi in Università e più in viaggi.
Ama la letteratura americana, iniziare nuovi sport ed è simpatica soprattutto quando si ubriaca. Per curiosità o disperazione ha infilato il naso un po' in tutte le arti, ma la scrittura pare essere l'unica costante. Vince dei premi letterari, tra cui il Premio Versilia Giovani e il premio indetto dalla casa editrice Giulio Perrone che le pubblica un libro di racconti.
Scrive alcuni articoli per il sito letterario Nazione Indiana e dal 2014 scrive di viaggi e altro sul suo blog personale love the shoot.
Abita per caso a Londra, ma si sente davvero a casa dove c'è il mare.

I suoi contatti:
Pagina Facebook
Sito Nativi Digitali Edizioni

Buona lettura! :)

mercoledì 22 febbraio 2017

Recensione "La linea del destino", di Daniela Tresconi

Recensione "LA LINEA DEL DESTINO", di Daniela Tresconi

L'articolo di oggi è dedicato al romanzo d'esordio di Daniela Tresconi, nuova autrice del team Panesi Edizioni: "La linea del destino" (segnalato qualche giorno fa), un libro mistery storico ambientato ad Arcola. Siamo vicino a Sarzana (SP), in Liguria, in questo bellissimo borgo arroccato che si affaccia sulla vallata del fiume Magra. Il suo castello e la sua torre pentagonale osservano da millenni lo svolgersi delle vite dei suoi abitanti, testimoni silenziosi di amori e passioni, atrocità e delitti. Quante storie avrebbero da raccontare la torre merlata e le mura dell'edificio? Ecco, Daniela Tresconi parte proprio da qua, dalla volontà di raccontare una storia, una storia iniziata nel Quattordicesimo secolo e che ancora non è giunta a conclusione, perché la protagonista... è sparita. Cancellata dalla storia come non fosse mai esistita. Com'è possibile?

Tutto ha inizio quando Valentina, una delle tre donne del romanzo, arriva ad Arcola dalla periferia milanese, in cerca di un posto tranquillo dove scrivere. Stava conducendo una ricerca sull'uso di alcune piante nella farmaceutica moderna e, dopo aver raccolto tutte le informazioni, doveva scrivere una ricerca e inviarla al suo editore. Arcola era il posto che faceva per lei. L'aveva scoperta mesi addietro in occasione di un matrimonio ed era rimasta impressionata dalla chiesa sotto il castello e da tutto il borgo, che ancora appariva pregno di quell'atmosfera suggestiva tramandatasi nel corso del tempo. Questo fascino, del piccolo borgo medievale, permane per tutto il romanzo, frutto dell'amore incondizionato dell'autrice per la sua terra e per la sua gente, che ha voluto omaggiare con un libro in cui Arcola stessa svolge il ruolo di quarto protagonista, dopo Valentina, Vanda e Amelia. Il borgo, infatti, non è soltanto sfondo in cui si svolgono le vicende, ma è parte integrante della storia, con le sue case e le sue piazze, i suoi profumi di passato e presente, il cicaleccio della gente, sempre incuriosita dalle novità, gli aromi dei suoi piatti (di cui Daniela ci offre anche alcune ricette gustose!). Il borgo è Storia e la storia, perno attorno al quale si snoda il romanzo.

E la Storia, quella vera, parte da una notte terribile del 1339, quando una povera ragazza dai capelli rossi fugge per le vie del borgo, inseguita da crudeli servitori di un ancor più crudele signorotto. Proprio la ricerca della verità su ciò che accadde quella notte spinge Valentina a unire le proprie forze a quelle di Vanda, un'anziana signora di Arcola che, come lei, percepisce qualcosa. Valentina e Vanda non si accontentano della vita di tutti i giorni, di ciò che vedono, ma vogliono andare oltre, scoprire i segreti che si annidano all'ombra della torre, là dove gli occhi degli uomini spesso non vedono. Perché non vogliono guardare.


Un romanzo di scoperta, del borgo e dei suoi segreti, ma anche della storia di Amelia. Un romanzo sorretto da uno stile veloce, essenziale a tratti, che trasporta il lettore nella vicenda, che lo risucchia persino, trascinandolo al gran finale. Un finale volutamente aperto per dare spazio a possibili nuovi vicende, ma che al tempo stesso chiude la trama principale, rendendo il libro perfettamente fruibile da chiunque. Un buon lavoro d'esordio per Daniela Tresconi.

Per chi desidera, il romanzo è scaricabile in ebook su tutti gli store, acquistabile in cartaceo sullo store Panesi Edizioni di Amazon oppure ordinabile in cartaceo contattando l'editore Panesi. Buona lettura!



lunedì 20 febbraio 2017

Intervista a Veronica Garreffa

Intervista a Veronica Garreffa

Torna Veronica Garreffa sul blog "I mondi fantastici". L'autrice del romanzo fantasy "La guardiana dei draghi" (già segnalato qua) oggi ci parla di sé, del suo approccio alla scrittura, dei suoi libri preferiti e ovviamente dei suoi lavori. Mettetevi comodi e godetevi l'intervista! ;) Ricordo che, se qualche autore di fantastico desidera un'intervista, può contattarmi privatamente per organizzarla. Buona lettura!

Ciao Veronica,
parlaci un po’ di te. Quali sono i tuoi interessi, le tue passioni?

Ciao Alessio, mi fa piacere essere ospite nel tuo blog! Nel corso della mia adolescenza ho maturato molte passioni, a parte la scrittura e la lettura. Mi è sempre piaciuto avere una vita dinamica. Ho praticato alcuni sport come la pallavolo e la pallacanestro, poi mi sono cimentata nella danza (classica, moderna, latino americano e flamenco). Per quanto riguarda le attività più culturali, adoro andare al cinema, a volte decidendo il film sul momento. Sono anche appassionata di anime e manga.

Com’è stato, e com’è tutt’oggi, il tuo approccio alla scrittura? Perché scrivi? Quali generi, o quali tipi di storie, senti più affini (come scrittrice)?

Fin da bambina, ho sempre sentito che mi piaceva scrivere. Un paio di volte ho provato a produrre un libro, ma ero ancora troppo piccola per avere alcune competenze. Ho cominciato a scrivere seriamente a sedici anni, quando volevo creare un mondo tutto mio, che fosse irraggiungibile, in cui nessuno mi potesse dire ciò che dovevo fare. Una persona come me, abituata a viaggiare con l’immaginazione, non poteva che avvicinarsi al fantasy. Così è nata la mia opera, una vera e propria esplosione di tutto ciò che avevo dentro e che volevo esprimere.

Quali sono le tue letture preferite? Che generi preferisci leggere? Se tu dovessi scegliere il romanzo della tua vita, qual è?

Chi mi conosce sa che il mio libro preferito in assoluto è “La Storia Infinita”. Ricordo che, quando andavo ancora all’asilo, guardavo il film tutti i santi giorni e ogni volta rimanevo meravigliata di come una storia immaginaria potesse essere una profonda metafora del mondo reale. Dopo qualche anno, quando ormai sapevo leggere, ho letto il libro ovviamente. Lo considero il romanzo della mia vita perché ha posto le basi sulla scrittrice che sono ora e sulle mie idee.
C’è anche da dire che non leggo solo fantasy. Adoro i libri classici e uno dei miei preferiti è “Orgoglio e pregiudizio”.


Passiamo al tuo romanzo “La guardiana dei draghi e il cristallo di Linus”. Come è nata l’idea di questo romanzo? Cosa volevi raccontare?

Come accennavo prima, a sedici anni sentivo il desiderio di creare un mondo che appartenesse solo a me. Volevo raccontare me stessa, perché non sono mai stata troppo brava a farmi capire. Inizialmente la stesura del mio libro era più che altro un tentativo di evasione (un tentativo che riusciva molto bene, perché mi sentivo felice mentre scrivevo). Una volta terminato di scriverlo, più lo rileggevo e più mi accorgevo che tutto rispecchiava la mia vita e i miei ideali: i personaggi, i fatti narrati, il modo di descrivere l’ambientazione, la tematica dell’equilibrio tra bene e male.

C’è un personaggio a cui ti senti legato? Perché?

Con Hope c’è un rapporto di odio e amore. Le do molta importanza per il suo ruolo, ma la prenderei a schiaffi per il suo carattere debole e fragile. Probabilmente questo perché lei è la metafora della persona che non volevo più essere. Infatti, nel corso della storia, Hope cambia molto, così come sono cambiata io negli anni. Alla fine entrambe abbiamo scoperto di avere una forza interiore che prima pensavamo di non avere.

“La guardiana dei draghi” è un romanzo autoconclusivo o legato ad altri progetti?

“La Guardiana dei Draghi” è un grande progetto perché costituisce una saga. Gli obiettivi da raggiungere nella storia non sono facili e ogni libro rappresenta un’evoluzione dei personaggi e della trama. Ho in mente anche degli spin-off e un prequel.

Quali sono le tue fonti di ispirazione? Mitologiche, letterarie, cinematografiche ecc…

Trovo molto affascinante la mitologia, infatti sono legata a testi importanti come l’Iliade e l’Odissea. Come ho detto prima, sono appassionata anche di anime e manga, in particolar modo a One Piece. Opere come queste, tutte diverse tra loro, mi hanno aiutata nella mia formazione e mi hanno insegnato tanto.

La disputa ebook/cartaceo: ha davvero un senso? Non sarebbe forse più produttivo concentrare le forze su altro? Qual è la tua opinione? Gli ebook possono aiutare gli autori emergenti a farsi conoscere, meglio di quanto non riescano a fare le piccole case editrici cartacee con tutti i loro ovvi limiti?

Entrambi hanno i loro pro e contro, ma penso che alla fine l’importante sia leggere! Devo dire, però, parlando della mia esperienza personale, che gli e-book siano un buon trampolino di lancio per gli autori esordienti. Io stessa ho venduto un sacco di versioni digitali della mia opera, molte di più rispetto al cartaceo. Questo probabilmente perché un lettore preferisce spendere un po’ di meno per un autore che non conosce. Inoltre, spesso gli e-book sono più reperibili rispetto al cartaceo. Magari la distribuzione non raggiunge le librerie e, in certi casi, bisogna aspettare un po’ di tempo prima che uno store online ti spedisca il pacco con il libro. Nel digitale, invece, basta un click per poter leggere un libro a minor prezzo. Tuttavia, per gusti personali, il libro vero e proprio per me rimarrà sempre il cartaceo.

Progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa?

Continuare la saga “La Guardiana dei Draghi” e provare a scrivere un libro completamente diverso dal fantasy. Ho già qualche idea in mente. Per il momento il mio prossimo obiettivo è laurearmi e dopo mi piacerebbe lavorare nel campo del giornalismo o dell’editoria. Non è un buon periodo per questi due ambiti, ma sono molto tenace!

Grazie per essere stata ospite del blog “I mondi fantastici”.



giovedì 16 febbraio 2017

Segnalazione "La linea del destino", di Daniela Tresconi

Segnalazione "LA LINEA DEL DESTINO", di Daniela Tresconi

L'articolo di oggi è dedicato al romanzo d'esordio di Daniela Tresconi, scrittrice emergente, del team Panesi Edizioni, che ci porta ad Arcola, nella sua terra natia, un paesino arroccato in cima a un colle, a pochi passi dal mare, dove storia e leggenda si confondono. Uno dei borghi più affascinanti d'Italia a cui l'autrice ha ben pensato di dedicare il proprio romanzo: "La linea del destino", un mistery storico che lega tre donne in epoche diverse. Pronti per scoprirlo?


Titolo: La linea del destino
Autore: Daniela Tresconi
Editore: Panesi Edizioni
Genere: romanzo mistery storico
Formato: digitale e cartaceo
Prezzo: 2,99 euro (ebook)
Disponibile in digitale su tutti gli store di ebook
Disponibile in cartaceo contattando la casa editrice
Su Amazon potete leggere un estratto

Trama: Arcola è un tipico borgo arroccato che si affaccia sulla Vallata del Magra. Il suo Castello e la sua Torre Pentagonale da millenni osservano silenziosi le vicende delle genti che lo abitano. Valentina arriva in paese alla ricerca della tranquillità, ma ben presto tutte le sue scientifiche certezze verranno scosse da inquietanti e quanto mai misteriose sensazioni.
Tre donne, tre epoche e tre mondi completamente diversi, eppure legati da un unico indissolubile destino e dal mistero di un atroce delitto. Quanto tempo per scoprire che non si può sfuggire a se stessi e che la fine spesso è solo un altro inizio?

Intrigante, vero?

Per scoprire qualcosa di più sull'autrice e sull'amore per la sua terra, che ha voluto omaggiare rendendola protagonista del suo romanzo, potete leggere l'intervista sul sito Panesi Edizioni. Presto arriverà anche la recensione, qui sul blog! 

Chi è Daniela Tresconi?
Daniela è soprattutto una donna felice: felice della vita che ha, degli amici che ha intorno e delle scelte che ha fatto. Affronto ogni momento con il sorriso e sono sempre disposta a prendermi un po’ in giro. Come dico sempre, ognuno ha una vita pubblica, una privata e una segreta. Nella mia vita pubblica sono dipendente comunale e una giornalista per passione, in quella privata una moglie e una madre, e in quella segreta, che poi tanto segreta non è, sono soprattutto una coraggiosa, perché ci vuole coraggio ad inseguire i propri sogni e quello di scrivere è sempre stato il mio. Fin da bambina scrivevo, a volte erano le recite natalizie alle quali partecipavano tutti i cugini o gli spettacoli di marionette che organizzavamo a scuola, o ancora le frasi e i biglietti per le più svariate occasioni. Però, per decidere di mandare un manoscritto ad un editore, il coraggio ci vuole davvero, perché accetti di essere giudicato e soprattutto devi essere in grado di sopportare i giudizi degli altri. Questa è anche la maturità e forse ora per Daniela è arrivato il momento della maturità… o chi lo sa… so solo che mi sto divertendo moltissimo.




mercoledì 15 febbraio 2017

Recensione "Il segno della tempesta" di Francesca Noto

Recensione "Il segno della tempesta" di Francesca Noto


Tempo fa (e quando dico tempo fa, ahimè, intendo qualche mese fa, considerando la mole di libri in lettura!) vi avevo segnalato il romanzo d'esordio della giovane Francesca Noto, autrice romana, ossia "Il segno della tempesta", un romanzo urban fantasy edito da Astro Edizioni. Finalmente posso parlarne in maniera più approfondita, avendolo letto. Allacciate le cinture e preparatevi a partire! Il viaggio è ricco di emozioni e prevede partenza da Roma, direzione Florida, sosta prolungata nelle Everglades e gran finale a New York.

Il target del libro è prevalentemente femminile, non necessariamente adolescenti, diciamo giovani donne, con i sentimenti a far da padrone, senza però risultare (per fortuna!) una lettura stucchevole. La protagonista è Lea, come indicato nella quarta di copertina, una ragazza speciale, dotata infatti di un dono: riesce a percepire le emozioni della gente. Non è stata una vita semplice la sua, da bambina pensava di essere pazza e a volte ha rischiato di essere sopraffatta da tutte quelle emozioni, per questo preferisce una vita riservata, nonostante l'insistenza della sua pazza amica Zoe. Come se non bastasse, a volte percepisce qualcosa, delle visioni, dei messaggi, che la spingono a lasciare l'Italia e a partire per le Everglades, da cui sente di essere attratta. Cosa ci sarà ad attenderla?

Nel corso di questo viaggio incontrerà Sven, affascinante giovane, anche lui "in vacanza" in Florida da solo, anche lui con qualche capacità in più rispetto a quelle dei comuni mortali, e le loro vite si intrecceranno. Sarà destino, sarà che entrambi hanno percepito la "chiamata all'avventura", sarà la complementarità delle loro esistenze? Lo scoprirete. In ogni caso, da quel momento in poi la loro vita subisce una brusca accelerazione, finalmente verso la via della comprensione.
"Il guerriero della tempesta dal fulmine trae il suo potere, ma la tempesta rifiuta di farsi domare. Non riconosce la tua autorità, non la riconosce più. C'è un modo per farti risvegliare?"
Non riveliamo troppo altro, per non togliere al lettore il gusto di scoprire la storia. C'è un po' di tutto nel romanzo: c'è amore, nel senso più ampio del termine (come attrazione, commistione di anime, senso di famiglia, amicizia, fratellanza), c'è azione e ci sono alcuni scontri, c'è un background fantastico che affonda nella mitologia nordica. C'è un senso di destino, un percorso che l'eroe deve compiere per sconfiggere il male. Un fantasy contemporaneo che però non rinuncia a una trama dall'impostazione classica.




I personaggi sono molteplici, anche se il focus rimane essenzialmente su Lea e Sven. Tra gli altri, ho apprezzato molto Rachel, in grado di teletrasportarsi ovunque (chi non vorrebbe un potere simile?), Ash (introverso e un po' orso, ma un gran combattente) e Kenneth, il profeta, membri dei Waerne, gli antichi guardiani della realtà, che devono fronteggiare la minaccia dei Fjandar. Anche il "villain", Niklas Laine, si è rivelato interessato e avrei apprezzato di vederlo di più. Il finale chiude la trama principale, quella della scoperta di sé, che ha accompagnato il viaggio di Lea e Sven, ma rimane comunque aperto a un possibile seguito. Chissà che presto non leggeremo altre avventure dei Waerne? ;)
"Ognuno di noi, ogni essere umano che viene al mondo, ha la capacità di scegliere, di creare il proprio destino in base ai pensieri e alle decisioni che prende. A prescindere da chi è. L'equilibrio del mondo, e la sua sopravvivenza, dipendono da queste scelte. Da quanto gli esseri viventi più consapevoli di questo piano d'esistenza siano pronti ad abbracciare certi valori o a sostenere le forze che invece spingono verso l'entropia e la distruzione".
Se volete scoprire di più su "Il segno della tempesta", potete trovarlo su tutti gli store di libri e contattare l'autrice sulla pagina Facebook! Buona lettura! :)