mercoledì 17 gennaio 2018

Recensione "I mondi del fantasy VII" - a cura di Micol Fusca

Recensione "I mondi del fantasy VII", a cura di Micol Fusca

Bentrovati, amici dei mondi fantastici! Oggi, è proprio il caso di dirlo, scoprirete taaanti mondi fantastici, ben diciotto, quanti sono i racconti inseriti nella settima antologia curata da Limana Umanìta. Stavolta però non sarò io a guidarvi in questo viaggio, bensì Micol Fusca, giovane scrittrice, che ha partecipato all'antologia con il racconto "Respiro". Cedo a lei la parola, per scoprire cosa ne pensa di questo volume! :)

Ricordo che l'antologia IMDF VII (come tutte le precedenti) è acquistabile sul sito della casa editrice Limana Umanita!

I Mondi del Fantasy VII -Recensione di una scrittrice “ quasi” per caso.

L’Antologia I Mondi del Fantasy VII, edita da Limana Umanìta, si compone di diciotto diversi racconti scritti da altrettanti autori. Offre una panoramica completa del fantastico nelle varie declinazioni: da quelle più classiche alle moderne.

Se vi chiedete perché mi definisco una scrittrice “quasi” per caso è presto detto. Quella con I Mondi del Fantasy VII è stata la mia esperienza di pubblicazione. Ho preso coraggio e ho deciso di condividere con altri alcuni dei miei “mondi”. Non mi considero un giudice tecnicamente preparato, ma posso offrirvi il mio parere di lettrice appassionata.
Ho scoperto le raccolte antologiche dopo un periodo di astinenza da lettura: la vita ci offre nel piatto quello che c’è, uno deve adattare i propri ritmi alle necessità contingenti. Perché privarsi di una buona lettura per la mancanza di tempo? Sono riuscita a trovare il giusto compromesso: belle storie in grado di farmi sognare per l’intera giornata.
Ho detto molte volte di dover ringraziare gli autori che ho conosciuto grazie a questa esperienza, perché mi hanno insegnato molto e mi sono di supporto. Il passo successivo, che spero di compiere al più presto, è quello del confronto con il lettore. Sono certa di avere molto da apprendere da tutti. Ringrazio il “padrone di casa” Alessio del Debbio per avermi offerto quest’occasione (Grazie a te! NdAle).

Le mie perifrasi sono, sempre, indecentemente lunghe. Veniamo al sodo.
Confesso che appena avuta in mano l’antologia non ho letto il primo racconto: “Respiro” di Micol Fusca. E’ il mio. L’ambientazione è piuttosto classica, elfi, maghi, guerrieri, dame e cavalieri. Quello che volevo condividere è un concetto di “amore” assoluto, svicolato da ogni dogma. Spero di esserci riuscita.

Lunedì 18 dicembre: “Il tempio del destino” di Alessio Del Debbio. Ambientato in una Toscana medioevale, dove la “strega” incute paura. Una storia di amore atipico: lo scoprirete leggendo il finale. Un bellissimo messaggio. Ha saputo toccare la parte meno “nera” di me: per intenderci, quella che non vorrebbe trasformare in un rospo il vicino di casa.


Martedì 19 dicembre: “Stragi e popcorn” di Francesca Cappelli. Sono stata trasportata in una galassia lontana, crocevia di mondi e dimensioni. La vicenda è ambientata in cinema spesso teatro di scontri e improbabili incidenti diplomatici. Una sola considerazione. Qualcuno di voi ha assistito alla premiere di Star Wars The Last Jedi? Conosco gente che è partita all’assalto armata fino a denti.

Mercoledì 20 dicembre: “Il sapore della morte” di Alberto Pierantoni. Un racconto che ci riporta con i piedi a terra, alla fantasy che abbiamo imparato a conoscere da bambini. Dimenticare la protagonista è difficile. Kristen riesce a mutare la sua maledizione in un destino, accogliendola dentro di sé. Uno strano inno alla “vita”: l’accettazione di sé.

Giovedì 21 dicembre: “Il settimo custode” di Giuseppe Gallato. Un urban fantasy che incuriosisce dalle prime righe. Il protagonista ci conduce per mano alla scoperta di un mistero in una vicenda che sfuma nell’onirico. Oppure, no? Realtà o sogno?

(Foto di Debora Aprile)

Venerdì 22 dicembre: “Anime colorate” di Serena Artuso. Connessione cosmica? Un particolare, un nome, accomuna il suo racconto al mio. In Anime Colorate il bene e il male si mischiano al punto da creare nuovi “colori”. Bellissima la “tavolozza” utilizzata.

S. Stefano (26 dicembre): “A tua immagine e differenza” di Alberto Tivoli. Le atmosfere appartengono allo steampunk. Lo stile di Alberto è molto personale, ricercato. La mia interpretazione: un odio puro, una vendetta oltre ogni limite umano. Trascende il sentimento.

Giovedì 28 dicembre: “Vano doccia” di Luca Simioni. Altro urban fantasy che ha saputo regalarmi divertimento allo stato puro. Lo stile è ironico al punto giusto e riesce a non essere dissacratorio nonostante il tema trattato. Sono felice di avere una vasca da bagno.

L’alba di venerdì 29 dicembre: “L’altra dimensione” di Alessandra Leonardi. L’ambientazione italiana trasporta in una Roma dove strane ed esilaranti creature cercano di evadere. Mi è piaciuta la “corte dei miracoli” di Alessandra. Anche in questo caso, mi sono divertita dalla prima all’ultima riga.

Ultimo sabato 2017: "Il vecchio Oak" di Marco Losi. Ho già definito questo racconto un’inquietante favola ecologista. Come disse il Sommo Poeta della Selva Oscura: Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!”

E’ arrivato gennaio: “Il giorno della protesta” di Marco Lovisolo. A mio avviso non del tutto “fantasy”. Descrive con minuzia le leggi di un governo alquanto bizzarro. Perché, non “fantasy”? Con i governi che troviamo in giro per il mondo (Italia compresa) i garbugli del suo sono una passeggiata.

Giovedì 4 gennaio: “L’ultimo branco” di Claudio Ovo Lei. All’apparenza tenero pone delle riflessioni sulla natura della morale.  Un’originale prospettiva del Karma. E’ l’unica storia dell’antologia ad avere come protagonista un fido amico a quattro zampe.

Venerdì 5 gennaio: “Franco il Nero” di Mirko Morotti. L’ambientazione è molto dark e porta subito al centro della vicenda. L’autore accosta due figure del nostro comune immaginario dando loro un nuovo volto. Io, non ci sono arrivata subito: avevo compreso da principio la natura del “mostro”, non quella di Franco. Mi sono servite le ultime righe e l’effetto sorpresa è stato assicurato.


Sabato 6 gennaio: “Il disegno grigio” di Sagas Original Works. Il lettore è catapultato fin dal primo istante in un dungeon  dalle note classiche, dove regna l’inquietudine. Nessun mostro se non il “sentore” di qualcuno in agguato. Qualcuno pronto a balzare addosso all’improvviso. Nel finale aleggia un velo di mistero: la protagonista è legata alla sua, apparente, nemesi da un passato comune?

Domenica 7 gennaio (grazie a Dio domani è il primo giorno di scuola): “Sogno in nero” di Massimo Tivoli. Andrea e Baltazar ci coinvolgono nel mondo dello spiritismo afro-brasiliano: attenzione, è buona regola non giocare con il fuoco. Meglio non avvicinarsi alle forze oscure. E’ un “dare” “avere” che alla fine contenta solo una delle parti. Una schiavitù da cui non c’è possibilità di ritorno.

Lunedì 8 gennaio: “La vedetta” di Marco Scaldini. Lineare, di immediata comprensione. Un monito a non fissare mai la stessa porzione di cielo: il pericolo potrebbe avanzare dall’altra. Il racconto permette di entrare in empatia con la protagonista grazie all’ottima scrittura che permette di conoscere i suoi sentimenti e la sua storia personale. Un classico ben riuscito.

Martedì 9 gennaio (aspettando all’uscita della scuola sotto il diluvio): “Il Re Pescatore” di Alessandro Fresta. Ho apprezzato particolarmente questo racconto grazie allo stile dell’autore. Leggero come una piuma, capace di far nascere un sorriso. Come altri del gruppo autori ho riconosciuto in lui una “penna” simile a quella di Benni. La strana vicenda del Signor Cecil avvicina all’aldilà in modo inaspettato.

Mercoledì 10 gennaio, ultimo racconto (raggiunta la cima dell’Everest): “Ruggine” di Marco Bertoli. Torna un fantasy animato da guerrieri, donzelle (di dubbia reputazione) e maghi. Il racconto è ben ritmato, originale e offre un punto di vista totalmente diverso da quanto atteso dopo la lettura della premessa. Ho commentato nel lunghissimo post che noi autori ci siamo rimbalzati in una strana partita di ping pong (un delirio di palette pronte a colpire la pallina) che il colorito eloquio utilizzato in alcuni intercalari mi ha fatto sbellicare dalle risate.

Magnifiche vacanze di Natale, vero? I Mondi del Fantasy VII, una tazza di tisana e i gatti. Ah, giusto…una figlia adolescente che contende il divano.
Spero che la mia recensione, per quanto “casereccia”, abbia stimolato il vostro appetito di pagine stampate e auguro buona lettura. A mio modesto parere l’antologia offre molto. Non solo per l’indubbia qualità dei racconti inseriti, ma perché svela un intero arcobaleno di Mondi.
Un saluto, Micol.

(Recensione a cura di Micol Fusca)


lunedì 15 gennaio 2018

Intervista a Mala Spina

INTERVISTA A MALA SPINA

Buon lunedì, viaggiatori di mondi fantastici! Dopo aver parlato dei suoi libri della saga Victorian Horror Story (qua gli articoli precedenti su "Mostri di Londra", qua su "Orrore a Whitechapel", e qua su "Fantasmi sul Tamigi" e "Demoni da Highgate"), oggi abbiamo la possibilità di chiacchierare un po' con Mala Spina, la poliedrica autrice toscana che ha creato Miss Patel, Peter Doyle e gli altri personaggi che animano la Londra vittoriana! ;)

INTERVISTA A MALA SPINA

Ciao Mala Spina,
benvenuta sul blog “i mondi fantastici”. Parlaci un po’ di te: chi sei, dove vai, cosa fai? Come sei approdata alla scrittura?


Sono una a cui piace raccontare storie e ne ho tante che aspettano di venire in superficie.
Ho iniziato a scrivere colpa dei PBEM. Molti anni fa (e sono volutamente generica perché sono davvero tanti!) erano giochi di narrazione via email molto in voga. In pratica, una storia veniva portata avanti a turno da un gruppo di giocatori/scrittori seguendo alcune regole comuni. Dopo qualche anno di scrittura “ludica” mi è arrivata la prima idea di senso compiuto per un lungo racconto ed era... di fantascienza.

Cosa ti piace leggere? Quali sono i tuoi libri preferiti?

In generale mi piacciono molto i romanzi d’avventura, in tutte le forme possibili. Sono passata per il lungo periodo delle saghe chilometriche di fantasy epico di David Eddings e Terry Brooks, c’è stato quello dei libri horror di Koontz e King, c’è tutt’ora la mia ventennale passione per Lyon Sprague de Camp. Se mi puntassero una pistola alla testa e mi obbligassero a scegliere solo pochissimi libri... credo che punterei su “Stregone suo malgrado” di Stasheff, “L’anello del Re Tritone” di de Camp e probabilmente “Cose Preziose” di King. Il motivo è che periodicamente e per qualche strana ragione mi torna la voglia di leggerli di nuovo.

Come mai “Mala Spina”? C’è un segreto, un aneddoto dietro questo nome d’arte?


Mala Spina era uno dei miei nickname storici. Oltre a questo, quando ho iniziato a scrivere seriamente tre anni fa, lavoravo per un editore e non volevo assolutamente che qualcuno venisse a ficcare il naso nei miei progetti di scrittura. Aggiungici un po’ di timidezza generica e il fatto di avere un cognome antipatico nella realtà ed ecco come mai ho iniziato a usare il mio vecchio nickname anche nelle pubblicazioni.

Sei una scrittrice poliedrica, che si diverte a giocare con il fantastico, presentandocelo sotto sfumature diverse, che vanno dal dark all’horror per sfociare nel grottesco. Ti piace sperimentare?

Certo! Dopo aver passato l’ultimo anno nella mia fase horror-dark fantasy sono decisamente entrata in una nuova mala-evoluzione: lo Steampunk e anche una deriva Romance-Thriller. Il Fantasy rimane la mia prima passione ma non la sola.

Come è nata la serie “Victorian Horror Story”? Cosa volevi raccontare con questa storia?


Anche Victorian Horror Story è stato un esperimento. In quel periodo avevo letto un paio di libri ambientati nella Londra Vittoriana e in più ero fresca della visione del serial “Penny Dreadful”. Tutto è iniziato da Ginny e dall’idea di avere una protagonista che ci facesse vedere il volto nascosto di Londra. Quando le protagoniste vengono morse da un vampiro o similari si trasformano in vampire supersexy ma se le cose andassero diversamente? Volevo esplorare una Londra oscura evitando le solite figure classiche dei romanzi paranormali a base di vampiri e licantropi, volevo cacciatori di mostri che ricordassero “La lega degli straordinari gentlemen”, e volevo una storia mooolto complicata per la mia protagonista, altrimenti non ci sarebbe stato il divertimento.

È stato difficile documentarsi e muoversi nella Londra di fine Ottocento?

Nonostante si tratti di una Londra fantastica ho cercato di ricostruirla in modo credibile o almeno plausibile per le finalità della trama. Oltre alle mie letture di romanzi gotici con una buona o ottima ricostruzione storica, fumetti in tema (“From Hell”, “La lega degli straordinari gentlemen” e alcune uscite Cosmo), film e telefilm, mi sono stati d’aiuto i siti di informazione orientati proprio a quel periodo storico, mappe interattive della Londra vittoriana per gli spostamenti e i luoghi, perfino un video di un ‘ra e mezzo su Youtube con l’intero percorso interno del cimitero di Highgate. Il problema più grosso? Districarsi tra i titoli nobiliari!

Parlaci dei personaggi di “Victorian Horror Story”? Due parole per definire i protagonisti e poi dicci se hai un tuo preferito.


Gli abitanti della villa di Bishop Road hanno dei segreti e mi è piaciuto giocare su quello che sembrano alla protagonista (e quindi a chi legge) e ciò che sono realmente. Ho giocato sui loro rapporti ambigui e su come si evolvono con l’arrivo di Ginny a scombinare i delicati equilibri tra loro. I miei preferiti sono due: uno è Johnny il Nero, di cui prima o poi dovrò fare un’illustrazione, e il secondo è Peter Doyle. Il motivo è che farli parlare è stato facile e la voce di ognuno di loro veniva fuori da sola senza nessuno sforzo di immedesimazione. Oltretutto di loro non si sa molto e sono i soggetti ideali per iniziare altre storie.


Con “Altro Evo” invece siamo in un mondo fantasy più classico. Parlaci di questo progetto, è concluso? È ancora in evoluzione?

Altro Evo è il mio primo progetto di scrittura e lo avevo pensato per avere un’“uscita d’emergenza”, per modo di dire. Lo avevo studiato fin dall’inizio in modo che fosse composto di episodi indipendenti (a differenza di Victorian Horror Story) così, se per qualche ragione non avessi più potuto portare avanti la serie, non ci sarebbero state storie rimaste a mezzo. Ho pubblicato i primi quattro episodi, ma in realtà dovrebbero essere sei per completare il quadro e risolvere tutti i punti misteriosi. Il quinto episodio è scritto al 40% e al momento non ho idea di quando lo finirò.

Infine “Il Mangia Peccati”. Di cosa tratta questa storia (che ha un’ambientazione ben delineata)?

Il Mangia Peccati si svolge nello stesso universo di Victorian Horror Story, solo qualche anno prima e in Italia, più precisamente in Toscana.
Il tutto è nato da una coincidenza di fattori. Mio nonno mi aveva lasciato una raccolta di bellissime riviste risalenti al 1890-1892 (la Tribuna Illustrata), avevo un periodo in cui ero fissata con l’horror e il weird, inoltre volevo ambientare il tutto in una zona che mi è piaciuto visitare qualche tempo fa: la Garfagnana.
L’obiettivo era scrivere una commedia orrorifica, un genere bislacco che non ha poi tantissimi esempi perché non è facile unire humor a temi horror. Quindi è nato Martino, il protagonista sfortunato la cui famiglia ha una tradizione da Mangia Peccati e che ricorda molto Shaun di “Shaun of the dead”. Si sono uniti compagni altrettanto bizzarri che hanno fatto da comprimari e ho unito il tutto con una trama alla Lovecraft.
Quando si muore senza confessione i peccati seguono l'anima, ma a volte sono così immondi da rimanere indietro.
In casi come questi ci vuole... un professionista.

Ti piacerebbe vivere in uno dei mondi da te creati?

Solo se posso esserne protagonista!

Progetti futuri?

Riuscire a concludere il racconto su cui sto lavorando in questo periodo: una commedia steampunk a base di dirigibili e automi impazziti. Possibilmente riuscire a finire il quinto volume di Altro Evo e magari iniziare il thriller storico cui sto pensando da un po’. Poi smetterò di dormire per riuscire a far tutto.

Grazie per essere stata ospite del blog “I mondi fantastici”.


Grazie a te, Alessio!

Ricordo a tutti che Mala Spina ha uno splendido sito, in cui potete curiosare in tutta la sua produzione fantastica, horror e quant'altro produrrà! ;)

sabato 13 gennaio 2018

Segnalazione "Il ritorno dei berserker" di Pietro Ferruzzi

Segnalazione "Il ritorno dei Berserker" di Pietro Ferruzzi

Il Ritorno dei Berserker è un romanzo autoconclusivo appartenente al ciclo di storie L’Era della Luna Rossa, ambientato nelle terre di Oppas. Pietro Ferruzzi ci regala una meravigliosa avventura tra magia, emozioni, sentimenti e azione.

La Dea Aetherea cerca di preservare Oppas e la sua popolazione da una fine lenta, certa e dolorosa, dovuta al ritorno dei Berserker, un’antica e feroce razza maledetta dal Dio Voden centinaia di anni prima e intrappolata da allora in un’altra dimensione. Tramite le criptiche visioni della Gran Sacerdotessa Alison, la Dea cercherà di avvertire la famiglia reale e i suoi alleati; li invierà in lungo e in largo per scovare i piccoli tasselli del puzzle della vittoria.
La storia si dirama in diverse situazioni proponendo un intreccio fitto e mai pesante.
I personaggi seguiranno non solo un percorso fisico ma soprattutto un viaggio interiore, scoprendo la propria forza, il coraggio, la passione, la famiglia e la voglia di vivere il mondo. Le tematiche di cui il libro è portavoce spingono alla riflessione sull’importanza degli affetti, la necessità di affrontare i problemi con coraggio e resilienza, il grande apporto del sostegno reciproco, della fiducia in se stessi e nelle persone che individuiamo come compagni e amici. Il messaggio dell’autore arriva forte e chiaro tramite parole semplici, pienamente comprensibili non solo al pubblico adulto (lettura consigliata dai 10-12 anni in su).

Un’avventura da leggere tutta d’un fiato e fa sentire catturati dalle situazioni; un fantasy dal gusto classico elaborato con un stile moderno, dalla lettura ritmata e scorrevole.

Autore: Pietro Ferruzzi
Titolo: Il Ritorno dei Berserker
Sottotitolo: L’Era della Luna Rossa
Genere: Fantasy
Sottogenere: Epic/ Sword and Sorcery
Casa Editrice: Immagina Di Essere Altro (IDEA), progetto editoriale giovani per il fantasy

Ambientazione: Le Terre di Oppas sono un mondo di fantasia dell’autore; costruito e narrato in un periodo storico simile al nostro medioevo con contenuti magici.
La bellissima copertina è stata realizzata da Alessandro Grillea.
Il libro è disponibile su tutti gli store di libri e ebook (Amazon, IBS).
«Non puoi sapere tutto, la conoscenza è come un mosaico, fatta di piccole e innumerevoli tessere, ognuno ne porta un pò con sé, nessuno è in grado di contenerle tutte».
Quarta di Copertina: Quando la guerra degli Dèi sfocia in un massacro tra mortali, la conoscenza di se stessi è il fattore determinante tra la vita e la morte. La Dea Aetherea guiderà le forze alleate contro le schiere di Berserker maledette dal Dio Voden.
Scontri, combattimenti, battaglie campali, emozioni, valori e cooperazione tra razze ci accompagneranno in una storia dal gusto epic fantasy con sfumature di modernità.


L’autore
Pietro Ferruzzi è nato a Firenze nel 1976. Laureato in Biologia, con un Dottorato di Ricerca, lavora ad oggi nel campo della Ricerca Clinica.
Appassionato di sport e scienza decide di aprire un piccolo blog dove riversare pensieri e inserire articoli sul suo mondo.
Nel 2012 crea le terre di Oppas per dedicare un racconto al suo primo genito, la storia diventa poi il suo primo romanzo epic fantasy autoconclusivo “L’Era della Luna Rossa: Il Sigillo di Aetherea”, pubblicato dalla Casa Editrice Campanila nel 2016.
Apre una pagina facebook dedicata al suo romanzo dal nome L’Era della Luna Rossa: Il Sigillo di Aetherea, che aggiorna secondo la disponibilità lavorativa e ad oggi ha un discreto successo. Riscontrato un certo interesse nel pubblico e ispirato dalla positività del fantasy nella sua vita, inizia a scrivere il secondo romanzo autoconclusivo, sempre legato a “L’Era della Luna Rossa”, dal titolo: Il Ritorno dei Berserker.

Contatti autore
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Testi a cura di IDEA


venerdì 12 gennaio 2018

Segnalazione "L'ancella di Crios" di Gianluca Villano

Segnalazione "L'ancella di Crios" di Gianluca Villano

Torna Gianluca Villano, con il racconto "L'ancella di Crios", che va ad ampliare l'universo da lui creato con la saga della Corona delle Rose (già segnalata sul blog). Questo racconto è scaricabile gratis in ebook, mentre la versione cartacea può essere acquistata contattando l'autore (pagina FB) o su Youcanprint e sui vari store in cui è in vendita. Scopriamola insieme!

Titolo: L'ancella di Crios
Autore: Gianluca Villano
Editore: Selfpublishing
Genere: racconto fantasy
Pagine: 28
Prezzo: gratis (ebook), 7 euro (cartaceo)
Acquistabile su tutti gli store di libri e ebook (Amazon, IBS)

Trama: L'episodio fa conoscere al lettore la storia dolce e amara tra Crios e Siraia, l'ancella del servizio, che apre al protagonista le porte della città incantata di Muelnor e di tutti i suoi abitanti.

La bellissima copertina è stata realizzata da Livia de Simone.


Per scoprire di più sulla saga della Corona delle Rose visitate la pagina FB di Gianluca Villano! ;)

mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione "Fantasmi sul Tamigi" e "Demoni da Highgate" di Mala Spina

Recensione "Fantasmi sul Tamigi" e "Demoni da Highgate" di Mala Spina

Bentrovati, amici dei mondi fantastici! Oggi vi beccate due recensioni in una. Vi parlerò infatti degli ultimi due volumi della serie "Victorian Horror Story": Fantasmi sul Tamigi e Demoni da Highgate. Perché una recensione unica? Perché credo che ormai chi ha letto, sta leggendo o leggerà la saga, arrivato a questo punto leggerà tutti i volumi, e chi non l'ha letta non leggerà soltanto un terzo volume a caso, per cui ne parlo insieme, senza ovviamente accenni al finale! ;)
Dove eravamo rimasti? 
In "Mostri di Londra" conosciamo la nostra protagonista: Miss Guinevere Patel, una medium fasulla, che si ritrova invischiata in una situazione molto delicata, oscura e misteriosa. Tramite lei, anche noi lettori scopriamo la Londra segreta di fine Ottocento, ove si aggirano non viste creature fantastiche e demoniache. Facciamo la conoscenza di Lord Richmond, tanto bello quanto potentissimo, del buon Huges, dello strambo Wright e del ligio maggiordomo, il buon Tristan.

In "Orrore a Whitechapel", Miss Patel vive la prima avventura in solitaria, trovandosi da un lato a fare i conti con la sua nuova vita, e i cambiamenti che il suo corpo sta subendo, dall'altro a dover (voler) salvare i suoi amici. In tutto questo, oltre a conoscere nuovi strani personaggi, come Johnny il Nero e la cara vecchia Bessie, ecco che entra in scena un altro personaggio importantissimo: Peter Doyle, irlandese, cocciuto e casinista, membro del Circolo Styx, un'organizzazione che caccia creature sovrannaturali, con l'aiuto di tecnologie bizzarre e moderne. In questo campo c'è una vena steampunk nella narrazione, decisamente intrigante.

E adesso?
"Fantasmi sul Tamigi" continua la serie, portando avanti la trama. In questo volume la trama segue due fronti particolari, che sono quelli di Ginny e di Peter, decisi ad andare avanti con il loro piano (o con i loro piani?). L'idea è di sbarazzarsi di Lord Richmond una volta per tutte, cosa su cui potrebbero convergere gli interessi sia di Miss Patel che del Circolo. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo... il Tamigi! Che nasconde segreti ben più interessanti di qualche scarto inquinante!

In un susseguirsi di azione e scontri, di piani da imbastire e da rivedere, di vittorie e tradimenti, la trama giunge al suo climax, con una svolta decisamente interessante, che porta Ginny in una situazione del tutto nuova. Un ruolo che non avrebbe pensato di ottenere. Ma il ritmo della trama non dà scampo, il potere chiama altro potere e antiche creature arrivano da tutta Europa per contendersi il trono di Signore Oscuro di Londra.

"Demoni da Highgate" rappresenta la conclusione di "Victorian Horror Story", in cui tutti i nodi vengono al pettine. La forza e la malvagità di Lord Richmond si rivelano, più oscure che mai; la nostra Ginny (quella "Piccola cosa morta" che lotta per recuperare il proprio libero arbitrio) non sa che pesci pigliare, rimasta sola con il fedele Hughes, il mutaforma; e lo Styx, con tutti i suoi dotti e luminari, non si accorge dell'infezione che gli sta crescendo in seno. Un gran finale davvero esplosivo, che ci porta in tanti luoghi di Londra: dai cieli della città, sul dirigibile in cui si trova la base operativa del Circolo, al cimitero di Highgate, alla villa di Richmond e altri luoghi meno noti della città.

Non vi anticipo nulla, vi dico solo che ho apprezzato tutti i volumi della serie "Victorian Horror Story" nello stesso modo. Non ho ravvisato cali di tensione, come spesso può accadere in una serie, ma ogni libro ha aggiunto un tassello in più all'oscuro ma affascinante mondo della Londra vittoriana dell'orrore creato da Mala Spina. Anche il finale in chiaroscuro è stato decisamente apprezzato, e poi chissà... che non possano venir fuori un giorno nuove avventure ambientate nello stesso mondo! ;)


Nel complesso, consiglio questa serie a tutti gli amanti del fantastico. Chi è stufo dei soliti nani, elfi e signori oscuri, qua troverà un fantastico diverso, più urbano, per alcuni tratti più vicino a noi, celato nell'ombra, magari della casa accanto a noi, e tanti personaggi intriganti che vi porteranno nel loro mondo, tra passioni improvvise, imbrogli e false verità. Una Londra nient'affatto turistica, che mostra il suo volto sporco e sporcaccione, ma che mantiene tutto il fascino della città antica e potente. Come già detto in precedenza: la vena horror c'è, ma non disgusta, è vicina al fantastico delle storie di folklore, e permette anche al lettore più refrattario al genere di godersi una bella storia! Buona lettura! ;)

Per approfondire, visitate il sito di Mala Spina!